19 giugno 2026 · 4 min di lettura
Il funnel di vendita su PrestaShop: misurarlo e migliorarlo
Il tuo PrestaShop vende, ma non sai dire con precisione dove perdi i clienti: quanti guardano un prodotto e non lo mettono nel carrello, quanti arrivano al checkout e spariscono. Finché il funnel di vendita non è misurato, ogni intervento sul negozio è un tentativo alla cieca. Vediamo come impostare la misurazione del funnel su PrestaShop e, soprattutto, come leggerla per decidere cosa migliorare per primo.
Disegnare il funnel prima di misurarlo
Prima degli strumenti, serve chiarezza sui passaggi. Per un eCommerce tipico il funnel ha cinque tappe:
- visita al sito (da ricerca, social, campagne, email);
- vista di una pagina prodotto;
- aggiunta al carrello;
- inizio del checkout;
- ordine completato.
Ogni passaggio ha un tasso di conversione verso il successivo, e il prodotto di quei tassi è la conversione complessiva del negozio. Il motivo per cui conviene ragionare per tappe è pratico: un problema alla tappa 2 (schede prodotto deboli) si cura in modo completamente diverso da un problema alla tappa 4 (checkout macchinoso). Guardare solo la conversione totale ti dice che qualcosa non va, ma non dove.
Se il tuo negozio ha percorsi particolari, come preventivi B2B o prenotazioni, aggiungili come tappe: il funnel deve descrivere il tuo negozio, non quello dei manuali.
Il setup di misurazione su PrestaShop
Per misurare il funnel ti servono gli eventi eCommerce: vista prodotto, aggiunta al carrello, inizio checkout, acquisto, ciascuno con i dati di prodotto e valore. Su PrestaShop hai due strade principali:
- moduli di integrazione con Google Analytics 4, che mappano gli eventi standard del negozio senza scrivere codice;
- Google Tag Manager con dataLayer, la strada più flessibile: richiede una configurazione iniziale più attenta, ma ti permette di tracciare anche eventi personalizzati, come l'uso dei filtri o l'apertura della chat.
Qualunque strada scegli, il passaggio che quasi tutti saltano è la verifica: fai un ordine di prova completo e controlla che ogni evento arrivi con l'importo giusto, una sola volta, anche da mobile. Nei negozi che prendiamo in gestione troviamo spessissimo eventi duplicati o acquisti tracciati due volte per via del refresh sulla pagina di conferma: con dati sbagliati, ogni analisi successiva è sprecata.
Completa il setup con i parametri UTM sulle campagne e sull'email marketing, così ogni tappa del funnel diventa leggibile anche per canale di provenienza.
I KPI essenziali (pochi, ma guardati ogni settimana)
La tentazione è costruire report con quaranta metriche. Ti servono queste:
- tasso vista prodotto → carrello: misura la forza delle schede prodotto (foto, prezzo, descrizione, disponibilità);
- tasso carrello → checkout: qui pesano spese di spedizione mostrate tardi e costi a sorpresa;
- tasso checkout → ordine: misura l'attrito del checkout stesso, dai campi obbligatori ai metodi di pagamento;
- valore medio dell'ordine, per capire se le vendite crescono in quantità o in qualità;
- conversione per canale, perché una media che mescola email e social nasconde più di quanto mostri.
Evita di confrontare i tuoi tassi con i benchmark letti online: cambiano per settore, prezzo medio e paese. Il confronto utile è con te stesso, mese su mese e anno su anno per gestire la stagionalità.
Leggere i dati senza ingannarsi
I numeri del funnel vanno maneggiati con qualche cautela, altrimenti confermano qualsiasi tesi.
- Segmenta sempre mobile e desktop. Un checkout accettabile da desktop può essere impraticabile da telefono, e la media dei due ti nasconde il problema proprio dove hai più traffico.
- Aspetta volumi sufficienti. Un calo su venti sessioni è rumore; prendere decisioni su campioni piccoli significa inseguire fantasmi.
- Distingui correlazione e causa. Se la conversione cala nella settimana in cui hai cambiato il tema e lanciato una campagna su un pubblico freddo, non sai ancora quale dei due è il colpevole. Cambia una cosa alla volta, o almeno annota tutto in un diario delle modifiche.
Una dashboard fatta bene mette le cinque metriche di sopra su un'unica schermata con il confronto sul periodo precedente. Il valore non è nel grafico: è nell'abitudine di guardarlo ogni settimana e collegare ogni variazione a una causa scritta.
Migliorare: da dove partire
Con il funnel misurato, la priorità si sceglie da sola: si parte dalla tappa con il tasso peggiore rispetto al suo potenziale. Nella nostra esperienza sui negozi PrestaShop, i colpevoli più frequenti sono tre: spese di spedizione rivelate solo al checkout, pagine prodotto lente da mobile e checkout che obbliga alla registrazione. Sono interventi tecnici circoscritti, con effetto misurabile sulla tappa specifica: il modo migliore di spendere il budget di sviluppo.
Vuoi un funnel misurato come si deve?
Ci occupiamo di siti web ed eCommerce e su PrestaShop facciamo sia il setup di misurazione (eventi, GA4, dashboard) sia gli interventi che ne seguono, dal checkout alle performance. Se il tuo negozio vende ma non sai dove perde i clienti, prenota una call gratuita: guardiamo insieme i tuoi dati e ti diciamo da quale tappa del funnel partire.
